L’Appia Run è un viaggio, breve ma intenso, nella bellezza della storia di ieri ed anche di oggi, e ancora una volta l’ha confermato con la gara – in una giornata di sole – domenica 17, quando migliaia di podisti hanno affrontato i 13 km (anche se in qualche caso la rilevazione satellitare è stata per difetto) di un percorso che alla bellezza somma anche l’asprezza del dover affrontare il basolato, i sampietrini, lo sterrato della Caffarella, i saliscendi. Anche quest’anno il percorso è stato subito in salita, da piazzale Numa Pompilio fino a varcare Porta Ardeatina per poi lanciarsi verso il vero obiettivo, l’Appia Antica, la ‘Regina Viarum’, che segna per davvero la stagione delle corse primaverili di breve e media distanza. E i quattromila iscritti lo hanno testimoniato. Anche se questa volta nelle gambe di tantissimi di noi c’era ancora la fatica della maratona di Roma corsa la settimana precedente. Per il nostro team – ben 248 al traguardo – anche questa volta l’onore del podio, con il secondo posto conquistato da Said Douirmi, giunto a 16 secondi dal vincitore. E nella top ten c’e’ Eliyas Embaye, che ha chiuso al sesto posto. Poi da registrare il dodicesimo posto di Giuseppe Minici. Tredici chilometri che bisogna prendere con la dovuta attenzione, senza lasciarsi ingannare dalla discesa che segue il superamento di Porta Ardeatina. Il gran numero di partecipanti e il fondo stradale non certo semplice possono costare caro se ci si distrae. Però il fascino c’è tutto, e se il cronometro non è proprio fondamentale (i top runner non me ne vogliano…), allora meglio godersi lo spettacolo offerto dai luoghi che vengono attraversati. Dalla partenza dal viale delle Terme di Caracalla al Quo Vadis?, dal Mausoleo di Cecilia Metella dopo una salita che fa dura selezione, al Circo di Massenzio, il Parco della Caffarella – e lì c’era da fare le acrobazie per non cadere, intruppati come si era – le Catacombe di S. Callisto e quelle di S. Sebastiano e tantissimi altri monumenti e chiese interessati dal tracciato della gara. Ma è la particolarità del tracciato a fare la differenza, perché ci sono tratti in cui il colpo d’occhio non riesce ad andare oltre il fiume di persone e di colori che sono in gara ed è come se la strada fosse solo gente che corre, solo magliette colorate. Il tutto accompagnato dal tifo di numerosi turisti che affollavano il tratto di Appia Antica interessato dalla gara. Buona la dislocazione dei ristori, specie quello a fine sterrato in Caffarella. Ma la gara è anche qualcosa di gioioso, e così lo stadio delle Terme, anzi lo stadio Nando Martellini, si è riempito di allegria, delle festose dei bambini alle prese con i gonfiabili, nel clima di spensieratezza generale che ha investito tutti, podisti e accompagnatori. E per il team Lbm è stata festa, dall’inizio alla fine. Come sempre.

di Enzo Castellano