‘Corri per la Befana’ resta sempre “territorio” del team Lbm Sport: primi assoluti con Eliyas e primi nella classifica per società. Quale miglior inizio d’anno sportivo?

Innanzi tutto buon 2016 ai 249 iscritti al team Lbm Sport che hanno portato a termine ‘Corri per la Befana’, ma anche buon anno a tutti i componenti della squadra, e siamo in oltre 750!, e alle loro famiglie. Pranzi e cenoni; panettoni, torroni, spumante? Bene, non fermano Lbm Sport, che anche quest’anno mette le mani su ‘Corri per la Befana’, gara che resta ‘territorio’ del team. Perché se c’è un bersaglio che le frecce dell’arco Lbm devono centrare, questo è senz’altro proprio ‘Corri per la Befana’, gara storica che il presidente Gianfranco tiene a sottolineare come sia l’appuntamento che fa la differenza, l’appuntamento distintivo nel panorama delle società laziali che si misurano domenica dopo domenica nei vari circuiti podistici. E la freccia scoccata dall’arco Lbm ha fatto centro pieno: vittoria assoluta con Eliyas Embaye che ha percorso i 10 km in 31 primi e 1 secondo, vincendo a braccia alzate e tranquillo, con un vantaggio di mezzo minuto sul secondo classificato. E poi c’e’ la vittoria nella classifica per società, con i nostri/nostre 249 al traguardo, precedendo di gran lunga la Podistica Solidarietà (205) e l’Amatori Villa Pamphili (132). E senza dimenticare che in campo femminile Elisabetta Beltrame è stata la terza assoluta (e seconda nella classifica di categoria SF). Ma non finisce qui, perché il team ha piazzato altri due atleti nella top ten assoluta: Cherkaoui El Makhrout al sesto posto e Pietro Atanasi all’ottavo.
E’ stata una gara molto combattuta, specie dalle seconde linee in poi. Il percorso è il solito, la ‘pesantezza’ del Natale e del Capodanno anche, però l’entusiasmo non è mancato e si sentiva nei commenti in corsa. Tanti gli auguri di buon anno che ci si è scambiati mentre si macinavano quei 10 km, gli ultimi 4 su un percorso sterrato che stavolta è stato più complicato del solito (rispetto al recente passato) perché la pioggia aveva creato fanghiglia e in qualche curva è stato necessario fare “l’aeroplanino” per evitare scivolate o capitomboli. E’ andata bene, non si ha notizia di grossi impacci. Va segnalato il meritorio impegno di collocare a ridosso della curva ad angolo retto che immette sul rettilineo finale una serie di balle di fieno a mo’ di protezione, una sorta di barriera anticaduta: in quel punto negli anni scorsi si erano verificati incidenti anche di una certa gravità per le lesioni poi patite da chi era caduto. Come sempre, è più facile intervenire a posteriori che prevenire…Non dovrebbe essere così, neppure nello sport.
Tornando alla gara, in 2239 hanno tagliato il traguardo: un bel numero (cui aggiungere i tantissimi senza pettorale che hanno voluto comunque partecipare), segno che la corsa è molto sentita, segno che è un appuntamento a cui non si rinuncia facilmente se si è a Roma. Segno che si può pensare di migliorare ancora l’organizzazione: per esempio evitare che sia una sola la postazione per la riconsegna del chip e ritiro del cadeau. E’ andata bene che a quell’ora il sole aveva spazzato via le nubi cariche di pioggia e non c’era vento freddo, ma non dimentichiamoci che siamo pur sempre al 6 gennaio, pieno inverno (e nno sempre è come quello attuale), e non ci si può permettere di fare magari la gara in 40 minuti e più (lasciamo stare i top runner…) e poi doverne trascorrere almeno 20 in fila tra ritiro del pacco-gara e riconsegna del chip… Creare due-tre corridoi di ingresso e quindi uscita all’esterno e non andando contromano rispetto agli altri in attesa non sarebbe male in quella stessa via Lemonia.
Quanto al team, detto di Embaye, El Makhrout, Atanasi e Beltrame, da segnalare Giampaolo Turrini terzo nella SM45, Carlo Moretti ottavo nella SM55, Romina Pallotti terza nella SF45, Sara Giuliani seconda nella SF35, Claudio Ferri undicesimo nella SM50, Paola Cappa e Patrizia Sacripanti quinta e sesta nella SF50, Meri Genovese nona nella SF35, Clara Vaccaro ottava nella SF50, Rosalba Zagaglia undicesima nella SF55, la bravisisma Filomena Follo quarta nella SF60. E alla fine la festa che tutti ci invidiano: il banchetto di dolci e bevande non solo per noi ma generosamente a disposizione anche di atleti di altri team che un po’ imbarazzati chiedevano “possiamo?” e poi si mostravano sorpresi per il sì a prendere tranquillamente parte alla festa augurale.
Un bel modo di cominciare un lungo anno, sperando in successi ma prima ancora in serenità. La stessa che voglio augurare a nome di tutto il team ai genitori di Alessandro, i quali non hanno ‘staccato’ il filo che li lega a Lbm Sport. Ed anzi è stato bello vedere il papà di Alessandro essere a quel banco di dolci e bevande il primo collaboratore di Gianfranco nell’organizzare e gestire il nostro “disordine”. Un piccolo squarcio di vita normale, per quel che è possibile, ma pur sempre importante per guardare avanti con serenità ed anche fiducia nella ricerca e nella medicina. Perché altri possano proseguire il percorso di vita.
Buon anno a tutti/tutte.
di: Enzo Castellano