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La Maratona di Roma, ingannando tempo e fatica... - di Simona Mellozzi
28-03-2013 Domenica 17 marzo 2013...anche quest'anno è arrivato l'appuntamento tanto atteso, pieno di emozioni, speranze, aspettative... Come ripeto spesso correre una maratona ti rende ogni volta diverso, più ricco...sensazioni indescrivibili...poi la maratona di Roma ,la più bella del mondo ed ogni emozione si amplifica diventa unica anche se è la quarta che si corre.. La mattina arriviamo ai Fori Imperiali, quasi "ipnotizzati", preparati, ma inconsapevoli di esserlo.. Rosario continua a ripetermi da giorni, sperando di tranquillizarmi, che è come all'Università, la notte prima degli esami , che si ha la sensazione di non sapere nulla , di non ricordare niente, ma quando poi il professore inizia con la prima domanda , tutto torna alla mente.... Lui continua a dirmi queste cose, ma io mi sento sempre peggio...l'emozione che stringe lo stomaco, il cuore in gola e le gambe che sembrano di marmo come le sculture romane che tutto intorno fanno da cornice al fiume di runners sotto al Colosseo. Poi si comincia e quell 'emozione diventa energia, forza, voglia di correre su quelle strade, dentro la Città Eterna, con la gente intorno che incita e batte le mani come lungo un nastro colorato e brillante che ci avvolge in un abbraccio e riempie i nostri occhi di sorrisi e sguardi festosi....E così scorrono agevolmente i kilometri uno dopo l'altro (come erano vere le parole di Rosario!!!) fino al ventottesimo dove Marzia (DI MENTO) mi aspetta sorridente, mantenendo la promessa di accompagnarmi nel secondo tratto, quello più faticoso, più duro, quello che porta alla fine, così come fece anche nel 2011... Rosario dietro di noi forte e tenace come un leone segue i nostri passi ed io e Marzia, il mio angelo custode,burlandoci del tempo ed ingannando la fatica corrriamo l'ultimo tratto della maratona parlando delle nostre vite, dei nostri sogni.. Ascolto Marzia dentro gli scenari delle piazze più belle della Capitale, anche perchè, ormai, non c'è più fiato per parlare e lei , facendosi promettere che non mi fermerò troppo ai ristori ( "Simo non camminare, CORRI!!!!!! mi rimprovera dolcemente), mi racconta del suo lavoro , degli scavi, dei suoi progetti, del suo desiderio di correre una maratona a Bagdad, della preoccupazione per Paolo, dei figli.....ed io ascoltandola, senza rendermene conto, continuo a correre km dopo km fino ad arrivare all'ultimo tratto della salita del Colosseo dove debbo necessariamente lasciarla in un abbraccio pieno di "lacrime" ed un profondo senso di gratitudine per avermi accompagnato ancora una volta. Poi mi giro indietro e c'è l'inseparabile Rosario...sono sfinita ormai, ma vedo le sue gambe correre ancora con tanta energia, quella di un gladiatore vero.. ci prendiamo per mano e mi faccio trascinare per gli ultimi duecento metri fino ad oltrepassare l'arco del finish...e Roma è ancora una volta nostra!!! (4h e 16 minuti/ best).
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