Il nostro amico amante della natura: Luca Calisi

Categoria: Corsa e dintorni 

Nome: LUCA
Cognome: CALISI
Soprannome: nessuno
Luogo e data di nascita: Roma, 28/11/1964
Altezza: 169 cm
Segno zodiacale: Sagittario
Single o Ammogliato?: Separato, ho una compagna (Paola)
Figli?: Una ragazza 14enne, Margherita
Animali?: A casa gira una gattina, Alice
Interessi/hobby: Lettura, montagna

Calisi Luca

La passione: la corsa!

Come e perché hai iniziato a correre? Nel 2000 lavoravo al WWF Italia, e vedevo spesso alcuni miei colleghi andare a correre a Villa Borghese, vicino alla sede dell’Associazione. Un giorno – credo fosse aprile – ho chiesto se potevo accompagnarli per un pezzetto. Ho iniziato così, per curiosità e per dimagrire un poco.

Dove ti piace correre? Adesso preferisco percorsi che non conosco, meglio se su sterrato o in montagna. L’asfalto, dopo tanti anni, mi ha un poco stufato. Abito ora a Roma Nord, quindi bazzico il parco dell’Aniene, Villa Ada e dintorni.

Che ricordi hai legati a quel periodo iniziale? E’ stato un coinvolgimento continuo e progressivo, una fascinazione micidiale. Quando si inizia è tutto nuovo, tutto bello.

Ricordi la tua prima gara? Non sono sicuro di ricordare bene, ma credo fosse una garetta intorno a Caracalla. Poco dopo ricordo una maratona a staffetta dentro Villa Borghese; sono partito assieme a Calcaterra, potete immaginare da soli l’effetto che fa.

calisi

Come sei arrivato a LBM? In realtà sono tornato a LBM, essendo stato con voi anni addietro. E’ una realtà che conosco bene, Gianfranco, Tommaso e altri degli amici, perché non tornare anche se i tempi non sono più quelli di una volta? Ci si sente a casa… A titolo di curiosità vi allego la lettera che scrissi a Gianfranco quando me ne andai. LEGGIMI

Un momento da ricordare durante le tue innumerevoli sgambate. Ce ne sono molte, ma direi che mi sono rimasti nel cuore mesi e mesi di allenamenti assieme ad un gruppo di amici che “bazzica” le strade dell’Eur. Linari, Zamparelli, Valeau, Blasi, Guerra, Gala, solo per fare qualche cognome, forse a voi noto. Un gruppo soprannominato “Daje!”. Ora ci vediamo molto meno, ma quel periodo è per me indimenticabile.

La tua migliore gara? La peggiore? Descrivile brevemente se vuoi. Per la gara migliore direi forse la maratona di Treviso 2009, corsa sotto una pioggia niente male e conclusa con il mio personale (2:44’:05). A pari merito con il Passatore 2009, chiuso bene e ancora con un certo margine. La peggiore? Forse la maratona di Berlino 2006; ero in forma, ma ho esagerato passando in 1:21 alla mezza. Sono scoppiato poco dopo il 25mo come un pollo.

C’è qualcosa che fai sempre prima di ogni gara? No non direi, niente di particolare.

Quali sono le caratteristiche che useresti per descriverti come atleta? Buona testa, buona esperienza, molta curiosità. Una volta avevo un fondo veloce niente male, adesso con l’età mi limito a passeggiare.

Il tuo sogno sportivo. Nessuno in particolare, forse rifare il Passatore, e provare prima o poi la Dolomiti Sky Race.

Il dovere: il lavoro!

Che lavoro fai? Lavoro in una società di informatica, la Softlab, come account manager della divisione Terzo Settore. In pratica, non faccio l’informatico.

Ti piace? Direi di sì, con qualche alto e basso, come tutti credo.

Come sei arrivato a fare quello che fai? Sono andato in Softlab dopo circa 12 anni nel Non Profit, in WWF Italia, dove mi occupavo di marketing e raccolta fondi.

Cosa hai studiato? Ingegneria aeronautica, senza troppa convinzione

Se avessi potuto scegliere il tuo lavoro, cosa avresti fatto? Non so, oggi sono molto attratto da certe forme di agricoltura; il mio vero sogno era e rimane quello di gestire un rifugio alpino.

Come concili il lavoro, la corsa e gli altri interessi? Visto l’impegno sul lavoro, con grande difficoltà e sveglie ad ore preste (di solito 5:30, quando non mi giro dall’altra parte nel letto).

Il tuo sogno lavorativo. E’ piuttosto semplice, fare bene il mio lavoro.

Il tempo che rimane: gli amici, la famiglia, gli altri interessi!

Cosa ti piace fare nel tempo che rimane tra lavoro e corsa? Dedico molto del mio tempo a leggere e ad ascoltare musica. Mi piace andare in montagna e progettare viaggi. Poi ci sono gli amici e la famiglia, nel mio caso “allargata” e quindi particolarmente impegnativa.

Hai altre passioni oltre la corsa? Vedi sopra.

Chi è la tua famiglia? Margherita, mia figlia, che mi sopporta a stento. Paola, la mia compagna, un poco la mia coscienza.Francesca, figlia di Paola, che piano piano scopro ogni giorno.

“Chi trova un amico trova un tesoro”… detto scontato ma quanto mai vero… che posto ha nella tua vita l’amicizia? Mi ritengo fortunato ad avere degli amici con cui confidarmi, a cui chiedere una mano se necessario, da aiutare senza misura se serve.

E l’amore? Difficile da dire, difficile da trovare, spesso ci sorprende. Ci vorrebbe un poeta, io a tempo perso corro.

Come ti piacerebbe immaginarti da qui a 20 anni? Sereno con me stesso e con chi mi sta vicino, in un piccolo borgo arroccato su qualche collina o ai piedi di una bella montagna.

C’è qualcuno tra i tuoi amici o familiari che segue le tue imprese sportive? Come? Gli amici certo, e per certi versi anche i familiari; questi ultimi senza essere troppo coinvolti, ed è meglio così.

Concludiamo l’intervista con un giochino: usa le iniziali del tuo nome per descriverti nei tuoi pregi e nei tuoi difetti!

Leale, talvolta con fatica
Umorale, forse troppo?
Cocciuto, ma non sempre!
Anarchico, con giudizio.