La storia e le tecniche del salto in alto

Categoria: Allenamento 

La storia del salto in alto, le sue evoluzioni tecniche e i migliori modelli di scarpe.

Il salto in alto ha origini antiche, parte dall’antica Grecia, passando per i watussi dell’Africa Tribale, fino alle moderne Olimpiadi. La sua tecnica si è evoluta nel corso degli anni: dalle prime gare in Grecia fino alla sforbiciata, al ventrale e al famoso ‘salto Fosbury‘, la tecnica moderna e più praticata oggi. Vediamo la storia e l’evoluzione tecnica del salto in alto.

Nell’articolo parleremo di:

Storia e evoluzione tecnica

Il salto in alto è una specialità sia maschile che femminile dell’atletica leggera nella quale cui l’atleta deve superare con un salto un’asticella orizzontale messa ad una certa altezza (fonte: Wikipedia).

La storia del salto in alto affonda le sue origini nell’antica Grecia ma alcune fonti attestano la pratica anche nell’Africa tribale. La prima gara ufficiale fu disputata in Scozia all’inizio del XIX secolo dove si registrò un record di 1,67 metri; un risultato ridotto rispetto a standard attuali. Fino alla seconda metà del 1900 il salto in alto veniva praticato con la tecnica ventrale o in sforbiciata, che non davano la possibilità di raggiungere elevazioni importanti.

Tipologie di salto in alto

Anche se quella Fosbury è la tecnica maggiormente utilizzata in epoca moderna questa non è stata l’unica tecnica utilizzata nella storia. Ecco le principali tecniche del salto in alto:

Il salto in alto stile Fosbury

Il salto Fosbury si è imposto nel tempo come il salto più utilizzato, anche grazie all’introduzione del tappetino che rende l’atterraggio al suolo più sicuro.
Attualmente il record di salto più alto con la tecnica Fosbury appartiene all’atleta cubano Sotomayor, che saltò 2,45 m durante i Giochi Olimpici del 1989.

Anche se già utilizzato prima che prendesse il nome dell’atleta, è stato Dick Fosbury il primo a riportare un grande successo usandolo durante i giochi di città del Messico del ’68, dove vinse la medaglia d’oro. Da quel momento in poi il salto con il suo nome è diventata una tecnica adoperata a livello agonistico.

L’asta viene oltrepassata inarcando la schiena e atterrando sul materasso con le spalle. Si tratta di un movimento vantaggioso perché consente di superare altezze piuttosto elevate tenendo il baricentro basso; di contro, c’è il rischio di sollecitare le articolazioni del piede durante lo stacco e tenere la schiena piatta durante il volo.

Sforbiciata

È lo stile più semplice, usato nelle prime competizioni storiche attestate. Si definisce sforbiciata perché l’asta viene oltrepassata con un movimento a forbice delle gambe. Si tratta di una tecnica piuttosto facile da apprendere ma non basta per superare le altezze raggiunte con la tecnica Fosbury, questo perché durante la fase di stacco viene sprigionata meno forza.

Ventrale

Dopo lo stacco si effettua una rotazione durante la quale la pancia è parallela all’asta. Parliamo di una tecnica ritenuta meno pericolosa rispetto alla Fosbury e quindi molto spesso viene usata per introdurre all’allenamento ragazzi e bambini. Il vantaggio è che questo tipo di movimento permette  di tenere d’occhio l’asticella durante ogni fase del salto, di contro il movimento stesso risulta più difficile perché richiede una grande mobilità articolare.

Dove e come allenarsi

Il salto in alto non è sicuramente uno specialità praticabile ovunque, poiché richiede attrezzature specifiche che di solito non si possiedono a casa. La tecnica, inoltre, non è di facile apprendimento e ancora prima di provare il salto in alto è necessario un approccio generale alle discipline atletiche.

Se siete già saltatori alla ricerca di un allenamento utile per migliorare le performance, invece, potete provare alcuni esercizi quando siete a casa o al parco:

  • con una rincorsa di 4-5 appoggi saltare verticalmente per raggiungere un oggetto posto in alto come il soffitto o il ramo di un albero
  • allenare i muscoli della schiena con piegamenti dorsali e stretching, che aiutano la fase di volo nel salto
  • stare fermi facendo dei salti in alto per incurvare la schiena e aiutare il corpo a mantenere i movimenti.

Disciplina e perseveranza sono fondamentali nell’allenamento di un saltatore, così facendo la tecnica si affinerà col tempo.

Scarpe per il salto in alto

Le scarpe per il salto in alto appartengono alla categoria delle chiodate, le scarpe ideali quando si parla di atletica su pista. Sono costituite da una suola rigida con chiodi studiati per mantenere una maggiore aderenza tra scarpa e terreno e, di conseguenza, garantire una migliore resa nella performance.

Sono scarpe progettate per adattarsi perfettamente alla forma del piede, in modo che l’atleta possa concentrarsi meglio sul salto. Esistono varie tipologie di scarpe e di chiodi a seconda delle specialità e del terreno di gara, quelle più adatte ai saltatori in alto hanno chiodi distribuiti su tutta la suola, quando per le altre tipologie sono concentrati sull’avampiede.

Vi lasciamo con un paio di modelli di scarpa chiodata per il salto in alto:

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